Don Winslow – La pattuglia dell’alba

4 05 2010

“Del mondo che c’è fuori di qui, non hai la minima idea” dice Tammy la spogliarellista all’ex poliziotto Boone Daniels, ora investigatore privato, ma lui lo sa fin troppo bene, il mondo è proprio uno schifo.

Una vecchia inchiesta, ancora aperta, gli ha rovinato la carriera e ora gli sta divorando l’esistenza. Soltanto l’oceano gli può dare conforto. L’oceano e il surf: quasi una filosofia di vita. Per Boone non c’è molto da fare, se non mangiare tacos, aspettare le onde e cavalcarle con la sua tavola, insieme ai suoi inseparabili e stravaganti amici: Sunny Day, High Tide, Dave the Love God, Johnny Banzai e Hang Twelve. La pattuglia dell’alba.

Ma niente è così semplice come sembra. La più grande mareggiata degli ultimi anni sta arrivando sulle spiagge di San Diego, tutto il mondo del surf è in attesa dell’evento, nessuno vuole perdersi l’onda della vita. A Boone viene affidato un caso, deve rintracciare una spogliarellista, testimone chiave in un processo e portarla in tribunale per la preziosa testimonianza, lo deve fare entro quarantott’ore se non vuole perdersi la grande onda. Facile per uno come lui, non fosse che gli eventi prendono una piega imprevista, l’onda sulla quale è salito questa volta è davvero grande, imprevedibile, difficile cavalcarla, sembra portarsi via tutto; forse, anche l’amicizia dei suoi vecchi amici.

Ma sarà davvero “la resa dei conti”, come viene chiamata la grande mareggiata in arrivo?

Poliziesco inconsueto “La pattuglia dell’alba”.  I temi sui quali si struttura un thriller sembrano lasciati in secondo piano. Il crimine organizzato, il traffico di droga e lo sfruttamento di minori appaiono sullo sfondo. Al centro del racconto la mistica del surf, la sua storia e i suoi miti; l’amicizia con i suoi valori; la California, i tanti immigrati, la speculazione edilizia e i grandi cambiamenti culturali, la Highway 101. Le 10 cose per cui vivere.

Il romanzo spazza via anche qualche luogo comune: ho sempre creduto che i surfisti amassero i Beach Boys, sbagliavo, li detestano.

Alla Lipperini é piaciuto.

henry

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