POCHE RIGHE PER PRIMO LEVI

16 06 2010

OMAGGIO A PRIMO LEVI

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno inconsapevolmente, che ‘ogni straniero è nemico’. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.”

I libri e i racconti di Primo Levi ti restano dentro e ti spingono a non dimenticare.Ti spingono a parlare di ciò che è stato e a perpetrare il ricordo pieno di buoni propositi e speranze per un futuro migliore.

L’impulso immediato, il forte bisogno di raccontare l’esperienza terrificante del Lager hanno fatto diventare  Levi una sorta di Vecchio Marinaio che ,come quello della  ballata di Coleridge, deve immediatamente testimoniare e fare partecipi gli altri.Una maledizione che lo spinge a fare questo.

Se questo è un uomo resta la sua massima espressione di testimonianza dell’offesa universale che un essere umano può ricevere. Uno smacco, una beffa alla vita, all’umanità, alla società. Stava infatti scritto sulla grande  porta di Auschwitz  ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi, liberi di essere delle larve umane , delle cose informi, dei mostri senza forza e volontà. Un progetto diabolico questo che Levi ha continuato a ricordare e a denunciare perchè non si ripronesse nuovamente.

L’orribile film di ciò che era stato era sempre davanti ai suoi occhi. Quella maledizione faceva parte della sua vita in maniera irrimediabile. Non c’era più sollievo nello spiegare ciò che era accaduto e ciò che non sarebbe dovuto accadere più.

Avrei voluto conoscerlo quell’uomo. Avrei voluto guardare nei  suoi occhi. Ma lui li ha chiusi tempo fae io ero troppo piccola per capire chi veramente fosse Primo Levi. L’ho scoperto dopo ma non tardi.

L’11 aprile 1987, quasi inaspettatamente, ha deciso di spegnere la sua vita eccezionale e con essa il terribile ricordo che tutti noi ora conosciamo.

Ditemi voi se questo non è stato un grandissimo uomo.

LTSTAR

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