Il Fuggiasco

2 07 2010

Se, per caso, qualcuno di voi dovesse trovare il cadavere di una studentessa ventiduenne, forse, dopo avere saputo che conseguenze un fatto simile ha avuto nella vita di Massimo Carlotto, anziché chiamare la polizia e denunciare il ritrovamento vi  verrà in mente di chiudere la porta alle vostre spalle e non dire nulla ad anima viva.

Non si può parlare del “Fuggiasco” senza prima dire chi è il suo autore e conoscere la sua delirante storia giudiziaria. La narrazione infatti si riferisce agli otto anni della sua latitanza trascorsi tra Parigi ed il Messico, con qualche puntata qui e là nel vecchio continente.  Studente e militante di Lotta Continua Massimo Carlotto viene accusato  nella sua Padova dell’assassinio della studentessa  da lui trovata cadavere. Trascorre periodi di carcere, tra un grado e l’altro di giudizio, continuando ad urlare la sua totale innocenza Quando però anche la Cassazione lo condanna in via definitiva in lui scatta la necessità di non piegarsi ad una sentenza ingiusta e figlia soprattutto della sua appartenenza politica. Compie così un’atto di resistenza e non, come potrebbe sembrare apparentemente, di codardia fuggendo in quella Parigi che è la sola meta possibile per un militante di sinistra perseguitato dalla giustizia.

Qui troverà una comunità pronta ad accoglierlo e proteggerlo e stringerà rapporti di amicizia vera.Qui ci descriverà come si svolge  la vita di un latitante. Ci spiegherà come si debbano sempre costruire personaggi  fittizi con cui mascherarsi per proteggere la vera identità. Peccato che ci si affezioni a loro e che dispiaccia quando poi debbono essere abbandonati.

La minuziosa organizzazione di ogni attività diventerà obbligatoria, così come la perfetta conoscenza delle persone che abitano nella stesso stabile e che frequentano il quartiere. Cambiare casa spesso ed ancora di più lavoro, quando lo si trova, diveteranno esigenze imprescindibili.

Mantenere la lucidità e la forza necessaria per condurre un’esistenza di questo tipo è un peso molto gravoso anche se la famiglia e la fidanzata Alessandra non lo abbandoneranno mai. Anzi, è proprio con il supporto economico e morale della famiglia che riuscirà a sopravvivere ed sarà a causa del prematuro entusiasmo della fidanzata per il Messico che si deciderà ad abbandonare l’Europa nella speranza di ricostruirsi una nuova, vera, identità in Sudamerica.

Città del Messico però non è Parigi. E’ una città immensa e disordinata, pericolosa e malsana. Ben presto quindi Alessandra rinnegherà la sua scelta e diraderà molto le sue visite, fino a sparire. Anche qui Massimo incontrerà persone legate al mondo della sinistra. Militanti, sindacalisti ed attivisti. Assiterà a pestaggi di manifestanti, cercherà invano il figlio di una coppia di amici sparito, come troppi altri bambini, nella metropolitana della città.

Ad un certo punto poi cercherà, attraverso un’avvocato, presentatogli da un’amico comune, di comprare una nuova identità. Quest’ultimo però lo venderà ai federales e così dopo un soggiorno presso le carceri politiche di Calle de Soto farà ritorno in Italia scoprendo che nessuno lo stava cercando perché mai il suo mandato di cattura era stato emesso. Le autorità però rimedieranno in fretta all’errore e qui iniza la seconda parte dell’odissea giudiziaria di Carlotto.

Finirà nel 1993 con la grazia da parte del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Tutto viene raccontato con un’ autoironia che ha dell’incredibile se pensiamo che ogni evento narrato corrisponde al vero,  alla reale vita vissuta dal’autore.  I personaggi che popolano il racconto sono tutti accomunati dalla voglia di non piegarsi ad un destino di oppressione o di bugie, dalla voglia di resistere appunto. E lo faranno tutti con una grande umanità ed intelligenza. Le stesse che muovono la mano di Carlotto ogni volta che scrive di se stesso e dei suoi amici.

Un libro la cui lettura dà grande speranza a chi ha voglia di continuare a ragionare sempre, comunque ed a qualunque costo con la propria testa.

A.

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One response

27 07 2010
hen

un libro che fa pensare. consiglio a tutti di leggerlo

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