KHALIMA E IL BALUNDI

8 07 2010

 

KHALIMA E IL BALUNDI

-Non mi piacciono. Mi fanno schifo!-

-Ma dai. Alla fine siamo tutti esseri umani,cosa c’entra il colore della pelle?-

-Non è solo la pelle…come posso spiegarti?Non sono come noi. Vivono in un modo che non mi piace e poi oltretutto puzzano. La loro pelle è flaccida e bianchiccia, macchiata. Sarà quello che mangiano. Usano burro, cipolle, lardo e poi…-

-Ogni nazione ha il suo modo di cucinare. Anche noi magari puzziamo secondo loro. Le nostre spezie sono piuttosto forti. Non so. E’ una storia che si ripete.-

-Ma per favore! Mangiano pure la carne di maiale e quella delle galline!! Galline e maiali che mangiano e becchettano di tutto anche cibi marci o cacca…phuà!-

-Potremmo stare qui all’infinito a parlare di queste cose. Mi sembra illogico dire che altri esseri umani, solo perchè bianchi, facciano schifo. C’è del buono in ogni cultura, in ogni posto. Le differenze sono anche belle, almeno quelle che riguardano i cibi, la cultura, i modi di vestire, le abitudini.-

Così la pensava Khalima. Parlava mentre guardava fuori dalla porta, verso le basse colline al di là di Balundi.Così pensava e intanto sognava quel mondo tanto colorato e ricco di differenze.

La sua amica,Salandi, aveva già fatto molti viaggi in diversi paesi dell’Europa Bianca, come anche lei del resto, ma non riusciva a capire perchè avrebbe dovuto accettare e sopportare tutti gli extracontinentali che negli ultimi anni avevano “invaso”il Ghanaui e l’Africa in generale.

C’era più povertà in Europa e le continue guerriglie tra gli stati della “Striscia dell’Est”e nelle zone russe, non avevano migliorato la situazione europea ancora precaria sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale.

Molti bianchi arrivavano in Africa sperando di trovare un lavoro magari come coltivatori in quelle immense distese di terreno o come guardiani di animali, come giardinieri, stallieri o domestici oppure solamente per la disperazione e per scappare dalla guerra.

I bianchi facevano fatica a volte ad adeguarsi alle nuove culture, loro che , come il loro vecchio continente , si portavano appresso un vecchio e stratificato bagaglio culturale intriso di ricordi degli anni d’oro del vetusto continente.

Dopo il colorato rito del giorno di festa Khalima ancora ascoltava e parlava:

-Li hai visti?Sono finalmente venuti a festeggiare con noi. Mi fa piacere. C’erano anche i loro capi religiosi. Un po’ ridicoli con quelle tuniche nere e le donne con quei copricapi mi fanno pena ma per loro è così.-

-Certo. Sono felice anche io- disse Khalima a Bobomi:- Si respirava una belle atmosfera.Non so tu come la pensi Balbour e tu Salandi?Ah!Ah!Ah!-

-Per piacere! Ma lo sai che loro dicono di essere spose del signore?Di Dio! E poi non si possono sposare e parlare di sesso è vietato, anche agli uomini!Danno consigli a tutti , si fanno raccontare i peccati dai loro adepti e si obbligano a non fare pensieri strani per far felice il loro Dio…pazzesco!-

Balbour meditava e poi:-So che hanno problemi con il sesso. Rispetto però le loro idee se lo fanno per scelta.Spero non siano obbligati. E’ la storia della loro religione che mi lascia perplesso. Come quella di alcuni dei movimentiche la compongono. Seguono una figura carismatica e pacifica come quella di Gesù Cristo ma hanno secoli sanguinosi e di tortura alle spalle ed in alcuni stati i loro centri di potere religioso coprono crimini aberranti.Ma non mi va di parlarne se no si fomenta ancora di più questa ondata di odio nei confronti dei bianchi che porterà solo guai. Cerchiamo di conoscerli meglio. Anche noi non siamo senza macchia e le nostre religioni non sono un gran bell’esempio.-

– Hai ragione Balbour.-

-Però sono qui e non vogliono adattarsi. Dovrebbero capirci prima loro visto che sono ospiti.- disse Salandi.

-Vorrebbero che nelle nostre scuole si insegnasse qualcosa su Gesù o i loro dèi. Scherziamo?!Iniziamo così poi va a finire che le nostre usanze vengono soppiantate da quelle di questi guerrafondai barbari.-

-Ma non puoi fermare il processo di mescolanza e integrazione fra culture diverse.-

-Integrazione? Non vogliono integrarsi in verità. E gravano pure sul nostro governo. Si ammalano più di noi. Non sono agili come noi, hanno la pelle troppo delicata e non sopportano le nostre temperature.Svengono e no corrono veloce, si fanno pure sbranare dai leoni. Poi sono disposti a fare qualunque cosa per due soldi, la feccia. Stanno divebtando la feccia dei nostri paesi. E ci tocca tenerli nelle prigione. Pochi tornano al loro paese.-

– Un vero problema. Peròl’odio non risolve la questione alla radice.- Disse Balbour.

-Se creano tutti questi problemi è meglio che se ne stiano dove sono nati.E’ meglio per loro e noi non ci arrabbiamo più anzi avremo più lavoro per noi.-

-Guarda Salba, ha sposato Sara la bianca e hanno un bel bambino. Ecco la soluzione: l’amore!-

-Con una infinità di problemi culturali. Lei era di una religione che non accettava chi credeva alle divinità della Terra. Pensa un po’…che bravi questi bianchi! Corre voce che lui si sia convertito per sposarla. Forse loro non possono nemmeno avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Sono pazzi. Integralisti!-

-Anche noi abbiamo delle regole un po’ rigide.Forse non le seguiamo…-

-Loro sono peggio.Sono solo problemi.-

Khalima capiva. Khalima pensava. Khalima valutava.Khalima cercava di comprendere fino in fondo i due risvolti della questione: le istanze del suo popolo e la cultura dei bianchi.

Si facevano discorsi profondi in merito. Si facevano stupide asserzioni. Si proferivano giudizi di una durezza inaudita. Si proferivano parole di solidarietà.

Khalima aveva tanti amici, sia neri che bianchi. Khalima non riusciva ad odiare nessuno. Khalima leggeva e si informava. Khalima aiutava se poteva. Se fosse stata lei dall’altra parte?

Ma Khalima era della stirpe di quelli più fortunati, non era tra i “diversi” e tutto era più facile, forse anche essere bravi.

C’era chi era uguale, come gli altri e chi era diverso.

Chi era come gli altri sembrava capire meno.Chi era diverso forse poteva essere più sensibile.

Ma Khalima non era mai stata diversa né per religione, né per gusti sessuali, né per scelte di vita, né per eccentricità, né per spirito artistico, né per via della sua famiglia, né per i suoi amici, né per le scelte politiche, né per violenze subite, né per altri motivi.

Khalima era come gli altri e forse era più fortunata. Khalima di questo non era convinta ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

LTSTAR

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