Divorzio all’italiana

17 07 2010

Il regista Pietro Germi nel 1961, prendendo spunto dal romanzo “Delitto d’onore”  di Giovanni Arpino, gira “Divorzio all’italiana”, film che presenterà l’anno successivo al Festival di Cannes vincendo il premio quale miglior commedia.

Con ironia e sarcasmo P. Germi tratteggia un ritratto della mentalità e delle pulsioni di una certa Sicilia di provincia, mettendo in evidenza l’arretratezza legislativa dell’Italia dell’epoca. In particolare la mancanza di una legge sul divorzio (che arriverà solo nel 1970), e soprattutto l’anacronistico articolo 587 del codice penale che disciplinava il delitto d’onore, abolito soltanto venti anni dopo.

 A distanza di cinquant’anni cos’è cambiato in Italia rispetto a questi temi? Leggiamo cosa scrive Natalia Aspesi sulle pagine di Repubblica.

GIOVEDÌ L’ ITALIA DEL DELITTO D’ ONORE                             Repubblica — 15 luglio 2010   pagina 29   sezione: R2

L’ anno prossimo, nell’ agosto del 2011, volendo, si potrebbe festeggiare il ventennale della legge 442: quella che, dopo il divorzio, il nuovo diritto di famiglia e il referendum sull’ aborto, ha cancellato finalmente l’ art. 587 del codice penale, che contemplava il delitto d’ onore. Per questo sino al 1981, che non è Medioevo, in Italia se ammazzavi una tua donna, moglie sorella o figlia, “in relazione carnale”, pazienza, il fatto poteva essere punito con reclusione minima: bastava che l’ assassino si trovasse nello “stato d’ ira determinato dall’ offesa recata all’ onor suo della famiglia”. Chissà se ai tanti assassini di donne di questa estate pazza gli è rimasta dentro questa scusante, l’ idea che basta essere molto arrabbiati per avere diritto all’ ammazzamento. Può darsi che l’ onore, sentimento molto obsoleto, sia tornato a rifugiarsi tra le gambe di lei. Anzi di lui. E viene in mente l’ arringa di in principe del foro calabrese che fece assolvere un uxoricida gridando “Se sei tradito uccidi, lo gridano i tuoi avi da millenni, te lo gridano i tuoi morti da tutte le fosse. Uccidi, se no sei disonorato due volte”.

L’articolo di Natalia Aspesi potete leggerlo qui: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/15/giovedi-italia-del-delitto-onore.html

h.

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One response

19 07 2010
ltstar

purtroppo molti sono i sentimenti o le idee che si sono stratificate e fossilizzate nel tessuto sociale, tanto da rendere normale una azione o un modo di vivere a discapito di un’altra o di altre persone o sentimenti. tutto ciò fa si che illogiche forme di violenza si scatenino e vengano sentite come “normali”.,..è incredibile. e tutto a favore di forme di potere forti…che illogica la vita a volte…

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