Per la scuola

12 09 2010

Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto, come un problema di istruzione. […] Vera democrazia non si ha là dove , pur essendo di diritto tutti i cittadini ugualmente elettori ed eleggibili, di fatto solo alcune categorie di essi dispongono dell’istruzione sufficiente per esser elementi consapevoli ed attivi nella lotta politica.    Piero Calamandrei

E’ iniziato l’anno scolastico e a noi rammenta la solerzia del governo nel tagliare i fondi destinati alla scuola pubblica per l’anno in corso come per i prossimi. Così inizia la scuola nel nostro paese, con la programmazione di tagli che, considerando le già scarse risorse disponbili incideranno pesantemente sul futuro dell’istruzione pubblica e in generale sul futuro del paese. Ovviamente i tagli non riguarderanno le scuole private. Il progetto del governo delle destre risulta sin troppo chiaro, ritornare alla scuola di classe, la scuola intesa come privilegio per pochi, quelli che se lo possono permettere. Su questo tema risultano di sorprendente attualità le analisi di Piero Calamandrei nei tre scritti “Per la scuola” risalenti agli anni tra il 1946 e il 1950 proposti dall’editore Sellerio.

La scuola per Calamandrei è “organo costituzionale”, “organo centrale della democrazia”, strumento che deve garantire la mobilità sociale, rimuovere gli ostacoli che producono diseguaglianza, formare e selezionare la classe dirigente. A tutti deve essere data l’opportunità, indipendentemente dalla classe sociale a cui si appartiene di poter far parte della classe dirigente, al fine di garantire la necessaria giustizia sociale. Questo il pensiero di Piero Calamandrei, ma nel nostro paese le difficoltà per considerare e poi realizzare una scuola che sia “organo della Costituzione” sono sempre state enormi e oggi paiono insormontabili. Si profila un ritorno a quello che Calamandrei definiva “il privilegio nell’istruzione”, reso possibile da una scuola pubblica povera e indebolita al confronto di una ricca e assistita, ed è scandaloso che lo stato a fronte di un esiguo bilancio per l’istruzione  destini risorse alla scuola privata.

Leggere gli appassionati e lucidi interventi di Calamandrei sull’argomento può far capire a molti quanto sia importante mantenere saldo il legame del binomio scuola-democrazia; e magari provocare qualche moto di ribellione nei confronti di una politica sorda ai bisogni primari dei cittadini.

“I meccanismi della costituzione democratica sono costruiti infatti per essere adoprati non dal gregge dei sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini responsabili: e trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.”

h.

http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei

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2 responses

13 09 2010
ltstar

bravo enrico che hai scritto qualcosa sulla scuola , proprio per l’inizio dell’anno scolastico.sono triste nel vedere la situazione in cui versano le nostre scuole e ancor di più nell’intravedere ciò che accadrà in futuro. mai le parole di Calamandrei furono più attuali!!!mi toccherà proprio leggermi anche il libro della Sellerio…con la speranza che le proteste continuino in maniera sempre maggiore contro una riforma che tutto fa tranne che riformare.
Con la speranza che il “popolo dei cittadini responsabili” aumenti tanto da pareggiare,almeno, “il gregge dei sudditi inerti”…sigh!
ltstar

26 03 2011

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