Il tarlo e il manager con il maglioncino

7 10 2010

 

Nell’inverno del 1957 un gruppo di artisti e intellettuali torinesi decidono di formare un gruppo musicale: Cantacronache. L’idea è di usare la canzone come veicolo per intervenire nel dibattito politico e sui temi sociali, lontano dalle canzonette e dal modello culturale di Sanremo.

La canzone come impegno sociale e civile, lo slogan è “evadere dall’evasione”. Lo scrissero nell’estate del ’58 nel loro manifesto: “Perché ciò che ci proponiamo, al di là della polemica o della rottura, è di <<evadere dall’evasione>>, ritornando a cantare storie, accadimenti, favole che riguardino la gente nella sua realtà terrena e quotidiana, con le sue vicende sentimentali, con le sue lotte, le aspirazioni che le guidano e le ingiustizie che le opprimono, con le cose insomma che le aiutano a vivere o a morire”.

Di questo gruppo fecero parte Fausto Amodei, Sergio Liberovici e Michele Straniero. Si avvalsero della collaborazione di poeti e intellettuali come Emilio Jona, Italo Calvino, Gianni Rodari, Franco Fortini, Umberto Eco. Dopo una prima fase progettuale il battesimo lo ebbero il 1° maggio 1958 partecipando al corteo della CGIL: canzoni diffuse dagli altoparlanti di un furgone, e i testi, ciclostilati, distribuiti tra i manifestanti. Tre giorni dopo il primo concerto a Torino.

Le canzoni di Cantacronache iniziarono a circolare ovviamente al di fuori dei mezzi di comunicazione di massa, nelle feste popolari, nelle sezioni di partito, nelle sedi sindacali e nei circoli ricreativi. Il loro brano più famoso è Per i morti di Reggio Emilia scritto da Fausto Amodei all’indomani della strage avvenuta nella città emiliana il 7 luglio 1960. Si ricordano anche Dove vola l’avvoltoio?, Oltre il ponte con le parole di Italo Calvino, La zolfara, Partigiano sconosciuto. 

A distanza di cinquant’anni l’avventura politico-musicale di Cantacronache ha ancora molto da insegnarci, le loro canzoni ascoltate oggi suonano sempre attuali. Tra i tanti brani voglio farvi ascoltare Il tarlo di Fausto Amodei, attualissimo, dà una spiegazione alla crisi economica e politica che stiamo attraversando, che è anche crisi di valori, morale e culturale. È una canzone che mi piace molto e la voglio dedicare.

La dedico al Sergio multinazionale, il manager con il maglioncino, l’uomo che guadagna uno sproposito perché non fa le ferie, protagonista in questi giorni (02.10.10) di un discorso sui “massimi sistemi” e lo “scibile umano”, intervento che m’è parso allucinato, vuoto, ipocrita, reazionario, sguaiato. Molte le perle. Tra quelle più rare la teoria del bizantinismo delle buste paga che nemmeno gli operai capiscono, infatti per semplificarle il Sergio multinazionale ai lavoratori della Fiat nel 2010 ha tolto il premio integrativo: non c’erano i risultati. E mentre toglieva da una parte ridistribuiva dall’altra, dividendi agli azionisti e aumenti per sé.

Seguivano a ruota libera altre esternazioni: il paese ha perso il senso istituzionale, c’è bisogno di convergenze ampie tra le forze positive, è il momento di accettare il cambiamento, ci sono persone che non vogliono capire come sta andando il mondo, per la Costituzione garantisco io…e infine cita addirittura Robert Kennedy nel famoso discorso sulla felicità e sull’inganno del PIL (sic!). A tale sproloquio si potrebbe obiettare punto su punto, gli argomenti non mancherebbero di certo, è solo che è difficile mettersi sullo stesso piano del manager con il maglioncino talmente rozzi sono i suoi ragionamenti, impalpabili, incongrui; la realtà, i fatti, non sono in alcun modo in grado di condizionarlo, battaglia persa. Però su una cosa ha ragione, quando dice che hanno aperto le gabbie, noi ce n’eravamo accorti da tempo, sono proprio usciti tutti. Qualcuno indossa un maglioncino.

Buon ascolto.

 

 h.

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3 responses

7 10 2010
Alex

bellissimo il post e bellissima la canzone.
Il tarlo ci rosicchia il cervello e noi, frastornati dal rumore delle nostre ossa che si spezzano fra gli ingranaggi di questa vita sempre più simile ad una catena di montaggio, neppure lo sentiamo mordere.

12 10 2010
ltstar

cavoli!!!!enrico conosce anche questi sconosciuti di cui tu parli…cacchen!!!!

21 07 2014
lalunasottocasa

Loro sono i mitici. Questa musica non deve morire!

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