La fabbrica / Sciopero Generale

27 01 2011

Un lavoro senza diritti è un lavoro senza dignità.

Chissà se Bonanni e Angeletti hanno dedicato un po’ del loro tempo per una breve riflessione sul tema dei diritti e del lavoro? E chissà se ricordano che nell’Europa Occidentale, i diritti prima si sono affermati nel lavoro e solo in un secondo tempo sono diventati anche diritti di cittadinanza, e percorrere oggi il cammino inverso potrebbe essere pericoloso?

E se parliamo di contrattazione, come pensano Cisl e Uil di andare ai rinnovi dei contratti nazionali quando hanno concesso a Fiat Auto, concordandolo, di non applicare il CCNL di categoria? Con quale faccia tosta presenteranno alle altre imprese la piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici?

Ma come recita uno dei mantra della modernità: basta il lavoro. Diritti e salario diventano accessori, superflui. Le nuove parole d’ordine sono produttività, competitività, governabilità; per renderle effettive ci vogliono sindacati complici, come ci ricorda sempre Sacconi.

Accadeva anche negli anni ’50, protagonista sempre la Fiat, ma qualcuno non ci stava…

“Nel marzo del 1958, alla vigilia delle elezioni di commissione interna alla Fiat, viene diffuso un opuscolo anonimo, non molto diverso da quelli distribuiti o inviati dall’azienda alle famiglie di operai negli anni precedenti: <<Presentarsi candidato o scrutatore per la Fiom – ammonisce – significa mettersi in lista di licenziamento>>. Questa volta la Cisl interviene, denuncia l’iniziativa della Fiat e dichiara che non si presenterà alle elezioni se non cessano le interferenze padronali.

La Cisl pagherà duramente questa scelta, il sindacato cattolico torinese si spaccherà e una parte darà vita al SIDA (Sindacato Italiano Dell’Auto), oggi FISMIC.

All’indomani, la Cisl conferma la strada scelta (dando poco peso agli attacchi che pur le vengono): le decisioni della Cisl alla Fiat, dice Carlo Donat Cattin nelle assemblee di categoria che va a presiedere, <<non rappresentano un fatto isolato ma un fatto esemplare>>.

<<La libertà – ha proseguito l’oratore – non si rafforza trasformando le organizzazioni sindacali in organizzazioni padronali>>.”                                    

In corsivo Guido Crainz – Storia del miracolo italiano (Donzelli editore)

Ope

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