Distomo (Greece part III)

23 02 2011

Seguiamo l’itinerario sulla cartina, da Delphi dobbiamo raggiungere il Monastero di Osios Loukas, ma prima bisogna rendere omaggio alla Resistenza greca  deviando per Distomo. All’incirca abbiamo soltanto 30 km. da percorrere ma è lo scarto temporale che impressiona: dalla storia antica  a quella moderna, dalla bellezza classica all’orrore contemporaneo.

Sulla strada abbiamo tempo per riflettere, ci viene in mente il bel libro di Luigi Zoja giustizia e bellezza 

(https://anoipiace.wordpress.com/2010/11/09/giustizia-e-bellezza/): i temi trattati, la separazione dell’etica dall’estetica, ci sembrano quanto mai appropriati per questo breve tragitto.

Saliamo lungo il Parnaso, il paesaggio è sempre suggestivo. Ad Arahova ci fermiamo per un caffè, che sorseggiamo sotto l’ombra dei platani in un locale che sa di antico, reminiscenze dell’impero ottomano. Alle spalle lo scroscio dell’acqua di una fontana. L’atmosfera è idilliaca ma dobbiamo riprendere la strada. Lasciamo la frescura degli alberi e affrontiamo l’asfalto rovente. Il caldo è insopportabile, la luce abbagliante.

Altri ricordi, ancora libri. Sono pensieri disordinati che si legano insieme. Cosa c’entra adesso lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Pirsig? Fu la Bibbia per un’intera generazione. Un libro di viaggio e di filosofia. Un cartello indica la direzione: Distomo 7 km.

Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me questa frase mi echeggia in testa, come un ritornello. È Kant, l’epitaffio inciso sulla sua tomba*, tratto da una sua opera, non ricordo quale. Ci fermiamo a chiedere indicazioni. Un vecchio seduto su una panchina ci mostra la direzione con un semplice gesto, di là. Facciamo un’inversione di marcia. Sempre quella frase “il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Kant. La filosofia come il punto più alto dell’intera gerarchia del sapere. Poi tutto si spiega, ad accompagnarci Pilo Albertelli il professore di storia e filosofia, e non un professore qualunque. Ucciso a Roma il 24 marzo 1944.

Siamo arrivati. Non c’è nessuno, solo vento e luce, che si riflette sul marmo bianco del memoriale. Scattiamo delle foto. A Distomo i nazisti trucidarono 218 persone, tra cui 38 bambini. Prima di andarsene bruciarono l’intero villaggio. Fu una strage di efferata violenza. Lo fecero per rappresaglia, per aver subito qualche giorno prima un attacco da parte dei partigiani. Era il 10 giugno del 1944.

Fu per rappresaglia anche a Roma. Era il 24 marzo del 1944 alle Fosse Ardeatine. Pilo Albertelli lo andarono a prendere in infermeria, era passato dalle mani della banda Koch, aveva il corpo straziato, il viso era irriconoscibile. Era stato arrestato per attività antifascista, insegnava ai giovani  la fedeltà alla verità e al dovere. Fu portato anche lui alle Fosse e ammazzato insieme agli altri 334 Martiri.

Pilo Albertelli lasciò scritto: “Un uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quand’è necessario, ogni cosa per questi ideali”.

Nel silenzio scattiamo ancora qualche foto. Più tardi ce ne andiamo. Delphi, il centro del mondo è un pallido ricordo.

h.

* “Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Epitaffio sulla tomba del filosofo Immanuel Kant.

Le precedenti tappe del viaggio in Grecia: https://anoipiace.wordpress.com/2010/11/28/zagorohoria-epiro-greece-part-ii/   https://anoipiace.wordpress.com/2010/10/22/methoni-peloponneso-greece-part-i/

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22 05 2011

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