Operai: a quale santo votarsi? Tra poesia e realtà

16 05 2011

Gli applausi che la platea di Confindustria ha tributato all’amministratore delegato della Thyssen, condannato a 16 anni per omicidio volontario di 7 operai bruciati vivi, dicono con estrema esattezza quale sia il disprezzo che questi signori nutrono nei confronti del lavoro e di tutti quelli che con il proprio lavoro, e soltanto di quello, ci campano. I signori della Confindustria nutrono un vero e proprio odio di classe verso i lavoratori, gli operai, le classi subalterne; lo ribadiscono ogni giorno con i loro comportamenti, le dichiarazioni, le omissioni, la loro politica e da oggi anche con gli applausi.

Questa storia degli applausi ha raccolto qualche commento, poche indignazioni, molta indifferenza. In questo caso si è preferito il silenzio, quello che sarebbe stato opportuno riservare per rispetto ai morti dello stabilimento torinese. Dimenticati, gli operai possono solo affidarsi ai santi, come nella bella poesia senza titolo di Paolo Volponi contenuta nel romanzo Memoriale.

Paolo Volponi è uno dei tanti scrittori che il nostro paese ha dimenticato. Memoriale è il suo capolavoro.

Nella fabbrica c’è un santo
con una barba bianca;
porta anche lui la tuta
e tutto il giorno aiuta
la gente che si stanca.
È un santo ottimo
per chi lavora a cottimo,
di grande pazienza e coraggio
per quelli del montaggio,
con la mano piccina
per quelli dell’officina,
con l’occhio a raggio
per quelli dell’attrezzaggio,
aiuta, aiuta
sotto la tuta
quelli della fonderia
il piede a tirar via,
porta l’aria pura
a quelli della verniciatura
e porta via i rumori
a quelli dei motori.
Questo santo
tanto tanto
aiuta tutti quanti
sotto i grandi impianti
dietro le grandi porte
dove si soffre forte
dietro tutti i vetri
dove si sta in un metro
e non arretri
sempre in piedi
per tutte quelle ore
nel freddo e nell’ardore
dell’estate.
Lavorate, lavorate
tutti quanti
non fermate
la fatica
e quel santo par che dica
lavorate tutti quanti
lavorate;
siete stanchi? siete santi!
Non gli altari
solo i banchi
tutt’in fila
che non manchi
d’esser pari
nella fila
tutti uguali,
i santi mortali.
Nella fabbrica
si predica;
la preghiera
alla sera
è quella di uscire
per benedire
un altro giorno;
dopo quel forno
con una
boccata d’aria
ed una
occhiata alla luna.

Paolo Volponi – Memoriale (Einaudi)

Ope

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