Le guerre dell’acqua

2 06 2011

“Non possiamo sopravvivere come specie se l’avidità è privilegiata e protetta e se l’economia degli avidi stabilisce le regole su come vivere e morire”.

L’approssimarsi delle votazioni referendarie del 12 giugno rende urgente la lettura del bel libro di Vandana Shiva Le guerre dell’acqua. Un libro importante. Utile a capire la cultura millenaria dell’acqua: cultura di pace, concordia e condivisione. E la minaccia che oggi questa cultura subisce sotto i colpi delle privatizzazioni e degli enormi interessi esercitati dalle grandi multinazionali. Non dobbiamo mai dimenticare che l’acqua è la base della vita ed è sempre stata al centro del benessere materiale e culturale delle civiltà di tutto il mondo.

Per migliaia di anni lungo le strade dell’India, l’acqua contenuta in recipienti di terracotta era offerta a chi aveva sete. Chioschi d’acqua erano a disposizione di tutti nei luoghi pubblici. Questa antica tradizione di offrire l’acqua in dono è stata soppiantata dal processo di mercificazione dell’acqua. Nelle stazioni indiane l’acqua è servita in bottiglia ed è prodotta dalle multinazionali. La plastica ha sostituito la terracotta. La cultura che vede l’acqua come qualcosa di sacro, la cui equa distribuzione rappresenta un dovere per preservare la vita è stata sostituita da quella che la considera una merce e ritiene il suo possesso e il commercio diritti fondamentali: ovviamente per le imprese, solo per le imprese.

Questo cambio di paradigma, che ormai interessa tutto il mondo e non solo l’India, si deve all’identificazione del mercato dell’acqua come il settore più redditizio per gli investitori. La Banca Mondiale ne stima il valore intorno ai 1000 miliardi di dollari. Inevitabile l’interesse delle grandi multinazionali, che hanno iniziato ad esercitare pressioni lobbistiche sui governi locali. E spalleggiate da organismi sopranazionali quali la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e il WTO, hanno messo in moto l’apparato propagandistico a sostegno delle privatizzazioni; sostenendo, senza alcun fondamento se non quello ideologico, le scadenti prestazioni del settore pubblico. Ma le aziende private hanno alle spalle una lunga storia di rischi e fallimenti. In Francia le bollette sono aumentate del 150% e la qualità dell’acqua è peggiorata, più di 5 milioni di francesi ricevono  acqua batteriologicamente inaccettabile. In Inghilterra i prezzi dell’acqua sono saliti alle stelle con aumenti ingiustificati del 450%, è cresciuta del 50% la sospensione delle forniture; però, nonostante il pessimo servizio i profitti del gestore privato sono cresciuti del 692% e i dirigenti hanno avuto aumenti di stipendio del 708%.

Vandana Shiva non usa mezzi termini per definire l’appropriazione indebita di un bene pubblico quale l’acqua da parte di imprese private. Per la scienziata la sottrazione forzata di risorse alla popolazione è una forma di TERRORISMO, terrorismo d’impresa.  PIU’ DI QUALSIASI ALTRA RISORSA L’ACQUA DEVE RIMANERE UN BENE PUBBLICO E NECESSITA DI UNA GESTIONE COMUNE.

  1. L’acqua è un dono della natura
  2. L’acqua è essenziale alla vita
  3. La vita è interconnessa mediante l’acqua
  4. L’acqua deve essere gratuita per le esigenze di sostentamento
  5. L’acqua è limitata e soggetta a esaurimento
  6. L’acqua deve essere conservata
  7. L’acqua è un bene comune
  8. Nessuno ha il diritto di distruggerla
  9. L’acqua non è sostituibile

Un libro per capire, per andare a votare i referendum il 12 giugno. 4 SI’.

“La sopravvivenza della popolazione e della democrazia dipenderà dalla risposta al duplice fascismo della globalizzazione – il fascismo economico che nega alle persone il diritto alle risorse, e il fascismo fondamentalista che si nutre di espulsioni, espropriazioni, insicurezza economica e paura”.

h.

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