I sentieri dell’arte. La Val Cavaione.

23 07 2011

Itinerario ad anello lungo la Val Cavaione. Boccioleto (667 m) /Alpe Seccio (1.388 m) / Alpe sull’Oro (1.263 m) / Boccioleto.

All’ uscita da Boccioleto, lungo la strada provinciale che porta a Rimasco, rientriamo nell’abitato e lasciamo la macchina nel parcheggio alle spalle dell’ Oratorio dell’Annunciazione.

Il sentiero da percorrere, contrassegnato dal segnavia n. 387, parte dalla piazzetta, posta a metà della strada centrale del paese, nei pressi di una fontanella. Alle spalle dell’abitato il sentiero si alza ripido nei prati tra ortiche ed erba alta. L’aspetto incolto di questo primo tratto non ci fa ben sperare ma, come entriamo nel bosco, inizia una comoda mulattiera di antica e pregevole fattura.

 La piccola strada lastricata da pietre, col suo aspetto perfettamente conservato, testimonia l’operosità e la sapienza degli uomini di un tempo, quando ogni masso posato richiedeva un notevole sforzo fisico. Uomini e animali lavoravano in sinergia e le opere erano fatte con perizia affinchè durassero più a lungo possibile per non doverci mettere mano ancora.

 

 

 

 

Proseguiamo la salita e attraversiamo le frazioni Ronchi (814 mt.), Ormezzano (956 mt.) e Solivo (1027 mt.).

Lungo il percorso, immerse in un ambiente naturale e paesaggistico affascinante, incontriamo piccole cappelle, oratori e chiese, alcune con le facciate completamente affrescate.

Raggiungiamo l’ alpe Seccio (1388 mt.) dopo circa 2 ore e mezza di salita ininterrotta. Ci riposiamo e ci rifocilliamo presso l’accogliente rifugio “la baita Alpe Seccio”. L’ambiente è molto bello e curato. Per saperne di più potete vedere: http://www.seccio.it/il-rifugio.html

Nel primo pomeriggio proseguiamo il cammino. Superate alcune baite dell’ alpeggio tagliamo a destra dove prosegue il sentiero, in questo punto poco più che una traccia. Scendiamo in mezzo all’ erba folta, agli arbusti e ai rovi. I segnavia collocati in alto, sui tronchi degli alberi, costituiscono l’unico indizio di un possibile percorso perchè un sentiero vero e proprio non c’è.

Raggiungiamo il torrente Cavaione e risaliamo il versante opposto verso l’alpe sull’ Oro (mt. 1263). Le poche case di questo alpeggio sono state recuperate recentemente mantenendone la struttura originale in pietra e legno tipica di questa valle. Da qui, con una comoda mulattiera, ci inoltriamo nel bosco.

 Il torrente Cavaione, nascosto dalla vegetazione, ci accompagna col suo fragore. Il cammino è lungo e suggestivo, a volte è a picco su pareti boscose, a volte è addossato a pareti dalle quali sgorgano piccole cascate. In questo scenario nascono antiche leggende che ci vengono raccontate da appositi cartelli.

Proseguendo il cammino incontriamo altre case costruite interamente in pietra. Di pietra sono le pareti ben squadrate così come di pietra è il tetto costruito in beole. Affascinanti per dimensioni e pregevoli nella costruzione.

Attraversiamo le frazioni Boccaricciolo (mt.1050), Madonna delle Giavinelle (mt. 849). Inizia a piovere. Affrettiamo il passo e imbocchiamo il sentiero n. 394 per giungere alla frazione Oro (mt. 757). Da qui si gode una bella veduta di Boccioleto bagnata da una leggera pioggerellina e illuminata da un ultimo raggio di sole. Ancora pochi minuti e siamo arrivati.

Boccioleto, 10-07-2011    ‘mour

 

 

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