Il Mani, Peloponneso (Greece part V)

7 08 2011

Il paesaggio cambia repentinamente, i colori assumono la tonalità grigia delle rocce. L’omogeneità cromatica è spezzata solo dal verde di tenaci arbusti. La macchia mediterranea è stata sostituita da una terra brulla, arida, di una bellezza selvaggia. Siamo nel Mani. All’apparenza una regione inospitale. Eccetto alcuni ulivi e qualche pianta di fico non ci sono coltivazioni, eppure il Mani esercita sul viaggiatore un fascino insolito.

 I Monti del Taigeto corrono di cima in cima sino all’estremità meridionale della penisola, digradando a mare danno origine a impervie scogliere. Ai piedi dei monti piccole insenature e gradevoli porticcioli, le poche spiagge che si trovano sono quasi tutte di ciottoli. I villaggi sono costruiti in alto con pochi accessi al mare. Spiccano le antiche abitazioni turrite, si capisce che erano fatte per difendersi, vere e proprie fortezze verticali con piccole finestre, quasi delle feritoie. Furono costruite a partire dal XVII secolo e la loro origine è dovuta alle ricorrenti lotte tra clan, violente faide interne che insanguinavano la regione, scaturite dalla contesa delle poche terre fertili disponibili.

La natura belligerante di questo popolo è da ricercarsi, forse, nelle sue radici. Gli abitanti del Mani si considerano i discendenti diretti degli spartani. Con la caduta di Sparta scelsero di rifugiarsi sulle montagne piuttosto che subire la dominazione straniera. Neppure i turchi, secoli più tardi, riuscirono a sottomettere i manioti. 

Il capoluogo, Aeropoli, deve il suo nome al dio della guerra, Ares. È un piccolo paese di circa 800 abitanti. Le sue strette viuzze, le chiese, la Torre di Mavromihalis e altre case turrite lo rendono un luogo piacevole. Da Aeropoli si può partire per il classico “giro del Mani”, andando verso Sud si incontrano caratteristici borghi, la bella Baia di Mezapos, sino a giungere a Geroliménas un tranquillo e pittoresco villaggio di pescatori. È il luogo ideale per godersi la bellezza del paesaggio, concedersi un aperitivo e poi cenare in una delle taverne lungo il porticciolo. Più a Sud si trova Vàthia, il più incantevole dei villaggi tradizionali manioti. Proseguendo  si raggiungono le spiagge sabbiose di Marmàri e infine Porto Kàgio situato in una bella baia a ferro di cavallo. Da qui con una bella passeggiata si raggiunge il promontorio di Capo Tenaro, menzionato per la prima volta da Omero nell’Iliade.

A Nord di Aeropoli si trova il paese di Kardamyli, uno tra i luoghi più suggestivi di tutta l’aerea. Situato tra le acque del Golfo Messenico  e i Monti del Taigeto Kardamyli deve la sua fama allo scrittore e viaggiatore inglese Patrick Leigh Fermor: “Era un borgo diverso da tutti quelli che avevo visto in Grecia. Le case, simili a castelletti di pietra dorata, con torrette a pepaiola di aspetto medioevale, erano sovrastate da una bella chiesa. I monti precipitavano fin quasi sul bordo dell’acqua, con qua e là, tra le case imbiancate a calce dei pescatori vicino al mare, grandi canneti fruscianti alti tre metri e tutti ondeggianti all’unisono al minimo soffio di vento”.

Fermor impara a conoscere la Grecia durante la seconda guerra mondiale, combattendo come maggiore dell’esercito inglese accanto ai partigiani anti-monarchici nella Grecia del Nord e poi a Creta; successivamente in uno dei suoi viaggi si innamorerà a tal punto della regione del Mani da decidere di trasferirsi a Kardamili.

La principale attività a Kardamili è l’escursionismo, nella zona si possono fare fantastici trekking.

Con questo post si chiude il viaggio in Grecia fatto nel 2010, le tappe del tour sono state le seguenti: Ancona – Igoumenitsa – Parga – Dodoni – Regione della Zagorohoria – Metsovo – Meteore – Delphi – Distomo – Corinto – Epidauros – Nafplio – Tirinto – Micene – Monemvasia – Regione del Mani – Mystras – Koroni – Methoni – Pylos – Tempio di Apollo Epicureo di Basse – Olimpia – Patrasso – Ancona.

Ci hanno accompagnato, straordinari compagni di viaggio:
Dario e Lia Del Corno – Nella terra del mito
Giovanni Mariotti – Creso
Anilda Ibrahimi – Rosso come una sposa
Petros Markaris – La lunga estate calda del commissario Charitos
Donatella Puliga, Silvia Panichi – In Grecia
Patrick Leigh Fermor – Mani. Viaggi nel Peloponneso

Qui la tappa precedente: https://anoipiace.wordpress.com/2011/05/22/mystras-greece-part-iv/

h.

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