Il Mediterraneo. Lo spazio la storia gli uomini le tradizioni.

10 09 2011

In un recente viaggio in Grecia, visitando la città di Salonicco, impegnati nella ricerca di antiche vestigia bizantine ci recammo presso la piccola chiesa di Osios David. Arrivammo mentre si stava svolgendo una funzione religiosa di rito ortodosso. Un’anziana signora ci fece segno di attendere. Dopo qualche minuto ci introdusse all’interno della chiesa dove si stava officiando un battesimo. D’improvviso da un banco alla destra dell’altare una giovane donna dai capelli lunghi e neri, vestita di bianco, indicandoci con un dito, iniziò a proferire la parola “cristianos” accompagnandola da frasi dal tono minaccioso per noi incomprensibili. Il pope, con nostro imbarazzo, fu costretto ad interrompere la funzione più volte, fino a quando la donna non fu allontanata. Con molta superficialità, essendo occidentali in un paese occidentale, non avremmo mai immaginato di creare tanto scompiglio per vedere una chiesa ortodossa. D’altronde nei nostri viaggi nei paesi arabi, mai ci capitò di avvertire ostilità nel visitare numerose moschee.

Una plausibile spiegazione a quell’episodio la trovai più tardi leggendo “Il Mediterraneo. Lo spazio la storia gli uomini le tradizioni” di Fernand Braudel. Un classico fondamentale della storiografia contemporanea.

Noi siamo abituati a pensare e a riconoscere il Mediterraneo nelle due civiltà, l’Oriente e l’Occidente, che da sempre si confrontano e si scontrano, Braudel invece identifica nel Mare Nostrum tre comunità culturali, tre civiltà, “tre peculiari modi di pensare, di credere, di mangiare, di bere, di vivere”, i cui confini travalicano quelli degli stati.  Alla civiltà orientale e a quella occidentale, ma sarebbe meglio dire, la cristianità e l’Islam, Braudel aggiunge un terzo personaggio “che non palesa immediatamente il proprio volto”, l’universo ortodosso, l’universo greco, che comprende la penisola balcanica, la Romania, la Bulgaria, la quasi totalità dell’ex Yugoslavia, la Russia, “la stessa Grecia, carica di memorie, dove riappare e sembra rivivere l’antica Ellade”.

Nella teoria di Braudel, queste civiltà, diverse pur popolando lo stesso mare, affondano le loro radici in un passato molto più antico rispetto a quelli che sono considerati i loro momenti fondativi: “la romanità non inizia con Cristo. L’Islam non comincia nel VII secolo con Maometto. E il mondo ortodosso non ha principio con la fondazione di Costantinopoli nel 330”. La civiltà greca ad esempio, ancora oggi esistente, inizia a delinearsi verso l’VIII secolo a. C. e nonostante nel corso della storia si siano succedute invasioni, catastrofi e sventure, il mondo ellenistico è sopravvissuto. La civiltà greca è stata sottomessa da Roma ma non assimilitata, la dominazione romana è stata un lungo periodo durato quattro o cinque secoli, ma i caratteri identitari di quella civiltà si sono conservati, tramandati, e riemergono quando Costantino fonda Costantinopoli. Lo stesso vale per Roma. L’impero romano non scompare nel V secolo sotto le invasioni dei barbari, rinasce con Carlo Magno e successivamente con la Monarchia Universale di Carlo V. “E gli uomini di oggi che vorrebbero un’Europa dei popoli e delle culture non aspirano forse, consciamente o no, a una pax romana?”.

“Una civiltà non è soltanto una religione, per quanto questa sia al centro di qualsiasi sistema culturale, ma anche un’arte di vivere, il riprodursi di migliaia di atteggiamenti”.

Oltre a spiegarci le origini delle civiltà mediterranee il libro di Braudel affronta molti altri aspetti della storia del nostro mare: la famiglia, le migrazioni, la navigazione, le religioni, la morfologia del territorio, le campagne, le città. Scritto con altri studiosi, tra cui Georges Duby, il libro è un affresco sul Mediterraneo che mette a confronto passato e presente, paesaggio fisico e paesaggio umano.

“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate una sull’altra. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano il Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia”.

Se partite per un viaggio in un paese del Mediterraneo portatevi appresso questo libro. E ricordiamoci come ammonisce Braudel che “le grandi partite del presente sono state spesso giocate, vinte o perdute, nel passato”.

h.

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