Riconquistare il Contratto Nazionale

11 11 2011

Con la presentazione della piattaforma per il rinnovo del Contratto Nazionale i metalmeccanici della FIOM/CGIL provano a ricostruire un minimo di tutele e diritti per i lavoratori dipendenti del settore. Anche se, nell’attuale contesto politico-sociale e con le relazioni industriali affermatesi sotto la guida dell’indegno ministro Sacconi, risulta improprio parlare di rinnovo del Contratto Nazionale. Lo scempio compiuto sui diritti e sulle regole ha cancellato contratto e contrattazione, se non quella funzionale alle esigenze delle imprese.

Il concetto stesso di democrazia appare svuotato, ed è il risultato delle intese separate, degli accordi di Pomigliano e Mirafiori, dell’articolo 8 della legge finanziaria che abolisce il diritto del lavoro nel nostro paese. Dunque, la battaglia che attende la Fiom/Cgil e i lavoratori metalmeccanici è per la riconquista del Contratto Nazionale. Compito non facile per il quadro descritto, aggravato dal fatto di essere ormai prossimi ad un’altra fase economica recessiva, a cui si devono poi aggiungere le recenti dichiarazioni del governo, che intenderebbe introdurre normative tali da facilitare i licenziamenti per le aziende in crisi, dentro ad una logica che utilizza la crisi per cancellare qualsiasi vincolo sociale e ogni rapporto fondato sulla reciprocità e sulla solidarietà, mettendo i lavoratori, nonché le classi subalterne, in competizione tra di loro, puntando per questa via ad un conflitto che si sviluppa all’interno della stessa classe sociale.

Affrontare la crisi e sostenere la piattaforma contrattuale è ciò che la Fiom/Cgil si propone per i prossimi mesi, ben sapendo che le rivendicazioni contenute nel documento rappresentano la linea di tenuta per il sindacato e per i lavoratori sotto la quale non si può andare.

Nei suoi punti essenziali la piattaforma prova a guardare oltre a quelle che sono le problematiche del settore e tenta di dare risposte complessive al mondo del lavoro nel suo insieme. Ne citiamo tre: le regole democratiche, la precarietà e il mercato del lavoro, la crisi.

Rivendicare regole democratiche certe, esigibili, diventa fondamentale per cercare di superare la pratica degli accordi separati e aprire sul tema della democrazia sindacale. Il ragionamento è semplice, basterebbe ricordarsi che i diritti sono sempre in capo ai lavoratori e nessuno, nemmeno un sindacato può disporre di tali diritti. I lavoratori in quanto titolari dei propri diritti dovrebbero avere la possibilità di pronunciarsi sempre su accordi e contratti che determinano le loro condizioni di vita e di lavoro. Per questa via, attraverso una pratica sindacale di trasparenza, partecipazione e condivisione è possibile superare le divisioni sindacali e restituire protagonismo ai lavoratori.

La precarietà è una piaga sociale. L’azione prodotta dal governo Berlusconi ha incentivato la diffusione del precariato e con l’articolo 32 del “collegato lavoro”, per il lavoratore precario sarà complicatissimo ricorrere in giudizio contro l’illegalità diffusa nella stipula e gestione dei contratti cosidetti atipici. Le richieste presentate dalla Fiom su questo tema sono di considerare il contratto a tempo indeterminato il rapporto di lavoro normale nell’industria metalmeccanica, limitare l’utilizzo dei contratti atipici a tre forme: contratto a termine, in somministrazione e part-time; rendere più costoso per l’impresa l’utilizzo di questi contratti, stabilire percorsi di stabilizzazione per i lavoratori.

Sull’andamento economico le previsioni ci dicono che il 2012 sarà uguale o addirittura peggiore del 2008 e arriveremo nell’anno nuovo con gli ammortizzatori sociali che per molte realtà andranno ad esaurirsi. In questo contesto diventa ineludibile affrontare la crisi. Chiedere in piattaforma il blocco dei licenziamenti vuol dire prorogare la cassa integrazione, rimodulare gli ammortizzatori e rimuoverne i vincoli nell’utilizzo. Va prevista inoltre la possibilità, in alcuni casi, di rendere strutturale la riduzione dell’orario di lavoro per mezzo dei contratti di solidarietà, che andrebbe accompagnata e sostenuta da agevolazioni fiscali, contrariamente a quanto disposto dal governo che dispone la de-fiscalizzazione sulle ore di straordinario.

La questione salariale, rimossa ormai da tutti i soggetti politici, assume particolare rilevanza. La Fiom richiede per i prossimi 3 anni 206 euro di aumento mensili per la fascia compresa tra il 3° e il 5° livello, oltre all’introduzione di un meccanismo annuale di recupero del salario, nel caso in cui ci siano scostamenti significativi tra la cifra pattuita e l’aumento dell’inflazione.

Coerentemente con le politiche sin qui sostenute dai metalmeccanici della Fiom nella piattaforma si rivendica, punto imprescindibile, la non derogabilità del contratto nazionale. I diritti esistono soltanto se sono esigibili, se possono essere derogati viene meno la garanzia per il lavoratore di essere tutelato dalle norme contrattuali e/o giuridiche, in questo caso non possiamo più parlare di diritto ma semplicemente di concessione.

La riconquista del Contratto Nazionale per i lavoratori metalmeccanici deve essere una battaglia di civiltà, per i diritti, per il lavoro. Da una parte la Fiom/Cgil dall’altra i poteri forti: padroni, governo, mercati, la BCE & C.

Sarà importante capire dove si collocheranno Cisl e Uil.

Albino Saluggia

 

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: