Ghiannis Ritsos – Pietre Ripetizioni Sbarre

9 06 2012

Forse ho raggiunto un’età in cui gli occhi si sono inariditi per sempre, come fiori secchi schiacciati tra le pagine di un libro. Forse ho dimenticato…ma credo che mai dei versi, per quanto belli, per quanto commoventi fossero, mi abbiano fatto piangere. Senza dubbio, ero più sensibile alla bellezza delle parole, al gioco sonoro, che non all’emozione provata, alla tragedia dei termini.

Mi è capitato in un’occasione, è vero, anche se non è di questo che intendo parlare: ne fu responsabile una poesia di André Breton, e non la prima volta che la ebbi sotto gli occhi, ma nel rileggerla in seguito, quando io e il suo autore eravamo già divisi l’uno dall’altro come le foglie di uno stesso albero strappate dalla violenza del vento esterno. Si intitolava “L’Union libre”, e ripeto che non è di questo che voglio parlare.

Più di vent’anni fa, dunque, mi portarono, tradotti dal greco, i versi di un poeta che non conoscevo affatto: dovevo correggere il francese della traduzione. Tutt’a un tratto quella poesia mi fece venire un nodo alla gola, e lo strano fu che in seguito, quasi ogni volta che mi toccò vedere i versi più o meno ben tradotti di questo sconosciuto, mi sono sempre sentito, come la prima volta, incapace di padroneggiare i miei occhi, di trattenere le lacrime. Ai tempi di quella prima volta Ghiannis Ritsos, di cui non sapevo nulla, era deportato nelle isole, o in prigione da qualche parte, ma che mi crediate o no, io l’avevo dimenticato… non era per questa ragione, ve lo giuro, non era per questa ragione! Quante volte in seguito la cosa si è ripetuta? E’ come se questo poeta possedesse il segreto della mia anima, come se lui solo sapesse, lui solo, capite, turbarmi in questo modo. Ignoravo inoltre che fosse il più grande poeta vivente di questo tempo che è il nostro; giuro che non lo sapevo. L’ho appreso a tappe, andando da una poesia all’altra, stavo per dire da un segreto all’altro, perchè ogni volta era il turbamento di una rivelazione quello che provavo. La rivelazione di un uomo, e quella di un Paese, le profondità di un uomo, e quelle di un Paese.

Louis Aragon – prefazione a Pietre Ripetizioni Sbarre    1971

https://anoipiace.wordpress.com/2012/02/22/monemvasia-e-yiannis-ritsos/   http://www.crocettieditore.com/

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