Portami ancora per mano. Poesie per il padre

5 11 2012

“Padre, se anche tu non fossi il mio / padre, se anche fossi a me un estraneo, / per te stesso egualmente t’amerei”.     Camillo Sbarbaro

La bella antologia poetica curata da Maria Giovanna Maioli Loperfido per i tipi di Crocetti Editore ci propone attraverso secoli di storia e di poesia la figura del padre. Non è una scelta facile, per un soggetto mai troppo caro ai poeti, che in genere gli preferiscono la madre o l’amata; oltretutto, durante un’epoca, il ‘900, che il padre lo ha contestato e se ne è distaccato. Un’antologia insolita, dunque.

Eppure, la scelta della curatrice di adottare un criterio di tipo narrativo, seguendo lo scorrere degli anni, le stagioni della vita: giovane nei ricordi d’infanzia, poi uomo maturo e infine vecchio, ci fa riscoprire la sua figura, lo rende protagonista, e a differenza della madre, che rimane unica, ci restituisce una moltitudine di padri, profondamente diversi.

Come diversi sono i poeti, di ogni tempo e nazionalità, che ci raccontano il loro padre, superando le epoche e i generi: da Omero a Cecco Angiolieri, Goethe, Walt Withman, Pavese, Garcia Lorca, Quasimodo, Sylvia Plath, Montale, Alda Merini, solo per citarne alcuni.

Portami ancora per mano. Poesie per il padre.    (Crocetti Editore)

 MARIA LUISA SPAZIANI

Papà, radice e luce, portami ancora per mano
nell’ottobre dorato del primo giorno di scuola.
Le rondini partivano, strillavano:
fra cinquant’anni ci ricorderai.

 

ALDA MERINI
Il pastrano

Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa
era un pastrano di lana buona
un pettinato leggero
un pastrano di molte fatture
vissuto e rivoltato mille volte
era il disegno del nostro babbo
la sua sagoma ora assorta ed ora felice.
Appeso a un cappio o al portabiti
assumeva un’aria sconfitta:
traverso quell’antico pastrano
ho conosciuto i segreti di mio padre
vivendoli così, nell’ombra.

Oh padre padre, anche come si muore / tu mi hai insegnato, il senso della vita / dentro la morte, a prezzo della vita…  
Patrizia Valduga   

ma mi piace pensare che sei qui, nella tua isola, / che io ti dico come è il tempo, / e tu mi dici qual è il vento.
Claudio Damiani

 

SIBILLA ALERAMO
Ricordo del padre

Sempre che un giardino m’accolga
io ti riveggo, Padre, fra aiuole,
lievi le mani su corolle e foglie,

vivo riveggo carezzare tralci,
allevi rose e labili campanule,
silenzioso ti smemorano i giacinti,

stai fra colori e caldi aromi, Padre,
solitario trovando, ivi soltanto,
pago e perfetto senso all’esser tuo.

 

http://www.crocettieditore.com/antho_vol_1-5.htm#1

Annunci

Azioni

Information

One response

5 11 2012
icittadiniprimaditutto

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: