Intorno al Bric Castelvelli – Sentiero 701

7 04 2013

Vigneti - Santuario di Crea

Abbiamo deciso di trascorrere una domenica di Pasqua diversa. Approfittando dell’unica giornata di sole del weekend, invece di mettere le gambe sotto il tavolo per il consueto pranzo tradizionale, ci siamo caricati lo zaino in spalla e con il cane Siria abbiamo raggiunto il Monferrato per un trekking di circa 3 ore. Mancavamo da diverso tempo, l’ultima volta per salutare un amico in partenza per l’Oriente.

È sempre piacevole tornare da queste parti, le colline basse solcate dalle vigne, i campi rettangolari, infondono al paesaggio un’atmosfera di serenità, alcuni scorci sono cartoline impressioniste. I borghi storici stanno tutti in alto sulla cima delle colline, in basso si trovano soltanto gli abitati di recente costruzione. Basta salire e il panorama si apre immenso, lo sguardo spazia libero sino ad incontrare la catena della Alpi.

Per me ritornare nel Monferrato, al Munfrà, vuol dire immergersi nei ricordi, ritornare indietro nel tempo, nel periodo dell’infanzia spensierata e della prima giovinezza. Mio padre appassionato vignaiuolo mi fece conoscere queste terre. Lo accompagnavo nei suoi giri alla ricerca di memorabili barbera e grignolini. Si pranzava a Moncalvo, uno dei suoi luoghi preferiti, al ristorante Centrale, allora situato nella piazza principale del paese; infine nel pomeriggio si scendeva ad Alba per comprare le barbatelle di vite. C’era sempre una pianta da sostituire e qualche volta una nuova vigna da impiantare.

il cane SiriaDi queste colline sono piene le pagine di Cesare Pavese: “un mondo, fatto di luoghi successivi, chine e piani, seminati di vigne, di campi, di selve”. Lui langhigiano di Santo Stefano Belbo dopo l’8 settembre ’43 si trasferì, sfollato, a Serralunga di Crea a casa della sorella. Vi restò due anni fino alla Liberazione insegnando a Casale sotto il falso nome di Carlo Deambrogio. “Si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere”.

Il percorso                                                                                                        

L’itinerario proposto è un percorso ad anello tra le colline di Serralunga di Crea e Ponzano Monferrato con partenza e ritorno al santuario di Crea. Il cammino non presenta difficoltà, il dislivello è minimo, la lunghezza 10 km.

Si parte dal santuario della Madonna di Crea le cui origini risalgono probabilmente al 350 dopo Cristo. Per santificare il luogo S. Eusebio costruì un Oratorio in onore della Madonna e circa 10 anni dopo lo stesso santo avrebbe portato tre statue dall’Oriente. Di queste statue due si fermarono in Piemonte, una a Crea l’altra ad Oropa. Lo sviluppo di Crea fu favorito dai Signori del Monferrato, alla fine del ‘400 dalla dinastia dei Paleologi, successivamente dalla famiglia dei Gonzaga.

Prima di iniziare il percorso tra le colline vale la pena  di visitare le cappelle della “salita al Calvario” per ammirare le opere dello scultore fiammingo Jean de Wespin detto il Tabachetti e il pittore Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Si sale sino alla cappella del Paradiso, l’unica con accesso a pagamento, per poi ridiscendere alla cappella VIII dove sulla destra troviamo il segnavia bianco-rosso del CAI che ci indica l’imbocco del sentiero.

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Si scende tra il bosco e seguendo i segnavia si raggiungono le prime case della frazione di Forneglio, si prosegue seguendo l’unica via e arrivati alla chiesetta si prende a sinistra la vecchia strada, che in 15 minuti attraverso frutteti, orti e qualche vigna ci porta a Serralunga di Crea.

Il borgo di Serralunga è caratterizzato dai resti della cinta muraria e dalla bella chiesa di San Sebastiano sulla cui facciata due meridiane curiosamente indicano l’ora, a sinistra l’hora Italica a destra l’ora di Francia. Si segue percorrendola tutta Via Roma e giunti alla fine del paese si sale lungo via Cascinotto dove ritroviamo i segnavia bianco-rossi del Cai. Lo sterrato ci conduce brevemente lungo un tratto boscoso, da qui si raggiunge il Bric (collina) Castelvelli alt. 417 m.

Chiesa di San Sebastiano, Serralunga di CreaIl sentiero gira tutto intorno alla collina, si cammina in un bel bosco di castagni e querce con numerosi cespugli di pungitopo e biancospino sino a sbucare in un largo prato erboso, che davanti a noi  offre una bella veduta del Sacro Monte di Crea. Tenendo la destra si segue il margine del prato per poi riprendere lo sterrato percorrendolo in leggera salita e poi ridiscendere tra le vigne. Siamo tra le prime cascine, di fronte vediamo la caratteristica torre del castello di Ponzano.

boschi e prati tra serralunga e ponzanoContinuando la discesa arriviamo in breve alla Cascina Zenevrea, la bella facciata e il parco ci fanno pensare ad una villa padronale, ci fermiamo per una breve sosta prima di riprendere il cammino che ci riporta al Santuario di Crea, quest’ultimo tratto purtroppo su strada asfaltata.

Terminiamo il nostro racconto con un brano tratto da La casa in collina di Cesare Pavese: “è bello girare la collina insieme al cane: mentre si cammina, lui fiuta e riconosce per noi le radici, le tane, le forre, le vite nascoste, e moltiplica in noi il piacere delle scoperte”.