Buone Vacanze

9 08 2014

 

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Siamo annichiliti. Tutti. Da qualunque parte si guardi il mondo rimaniamo annichiliti: dalla violenza, dall’ipocrisia, dalla superficialità, dal vuoto che permea il discorso pubblico e quello privato, dai fenomeni alla Renzi Marchionne Monti, dall’impossibilità di trovare soluzioni che non siano legate ai numeri (siamo numeri), dai consumi, dall’incertezza, dalla pubblicità, dal lavoro che manca e se non manca è troppo da risultare opprimente, dalla mancanza di fantasia, dall’assenza in generale, dall’incapacità di immaginare il futuro e progettarlo, dalla bellezza messa al bando, dalla tirannia del brutto, dal narcisismo e dall’infantilismo di massa, dalla BCE l’FMI la Commissione Europea, dalla guerra, dalle bombe, dalla troika anche se l’ho già detto, dalla falsità lo ripeto, dall’economia unica cifra su cui si regola la vita le vite di tutti, dal cemento, dai centri commerciali, dalla crescita, dal progresso non si capisce quale, dalla velocità, dalla competitività, dalle cose inutili. Siamo annichiliti.
Che sia il caso di riflettere?
Buone vacanze a tutti.

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Un desiderio per il Futuro

12 10 2010

Casale 20 gennaio 2027

Il 16 Ottobre 2010 a Roma si cambiarono le carte in tavola ed io c’ero.

Per capire bene quello di cui sto parlando bisogna ricordare che allora il nostro paese, l’Italia, viveva uno dei sui momenti più difficili. La crisi economica mordeva feroce facendo saltare migliaia di posti di lavoro. Gli stipendi dei dipendenti erano i più bassi d’europa o poco ci mancava. La precarietà fra i giovani era la norma. Berlusconi e la sua cricca spadroneggiavano ancora. I sindacati Cisl e Uil erano guidati da Bonanni ed Angeletti che con cercavono di imporre un diverso modo di fare e “vedere” il sindacato. La FIAT con l’allora amministratore delegato Marchionne era sul punto di esportare quello che passò alla storia come “l’accordo di Pomigliano” a tutto il mondo del lavoro.

Il contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanci era diventato cartastraccia grazie al lavoro dei suddetti figuri a cui si deve aggiungere l’allora ministro Sacconi e l’allora presidente della Confindustria Marcegaglia. La democrazia nei luoghi di lavoro era negata ai lavoratori e tenuta in ostaggio dall’establishment politico-sindacale. Il parlamento  era sul punto di cancellare lo statuto dei lavoratori. Le gabbie salariali erano all’orizzonte.

Insomma il più pesante attacco al mondo del lavoro dalla fine della seconda guerra mondiale stava per portare a termine il colpo fatale.

In questo clima un’unica forza cercò di mettersi di traverso e bloccare questo progetto.

La FIOM.

Dopo aver difeso migliaia di posti di lavoro fabbrica per fabbrica, dopo aver combattuto una strenua battaglia, nonostante la continua delegittimazione degli altri sindacati ed una pesante campagna denigratoria dei principali organi di informzaione, decise, per far prevalere le ragioni della democrazia e della tutela dei diritti, di indire una grande manifestazione per svegliare le coscienze dei lavoratori e dei cittandini italiani. Il 16 ottobre 2010 appunto, a Roma.

http://www.fiom.cgil.it/eventi/2010/10_10_16-manifestazione_nazionale/default.htm

Nata all’idomani del vergognoso referendum sull’accordo di Pomigliano nel luglio del 2010 piano piano la manifestazione prese piede. Molti intellettuali ed importanti figure della società civile decisero di dare il loro sostegno e partecipare.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-flores-darcais-don-gallo-hack-il-16-ottobre-in-piazza-con-la-fiom-contro-il-regime-berlusconi-marchionne/

http://www.facebook.com/event.php?eid=112650748793110

Di settimana in settimana gli appelli e le adesioni aumentavano facendo di quell’evento il vero grido di un popolo che non ci sta e vuole cambiare le cose. Così il fronte della reazione comprendendo il pericolo iniziò una campagna di tensione  per isolare ancora di più la FIOM.

Ma tutto questo non valse a nulla.

Centinaia di migliaia di persone scesero quel giorno nella capitale trasformandola in un una gioiosa festa tinta dal rosso delle bandiere della FIOM. Con gli operai scesero in piazza gli studenti, i ricercatori precari, i movimenti, le associazioni, il mondo della società civile ed insieme, quel giorno, spezzarono la catena di soprusi e violenze dell’asse padronale ridando un futuro al nostro paese. Dal giorno successivo tutti capirono che un nuovo fronte era nato e che non sarebbe stato facile spezzarlo.

Non lo fu infatti e sappiamo come andò poi. Bene per noi, male per loro.

Io quel giorno ero un giovane militante della FIOM e ricorderò sempre con un grande batticuore quell’alba di Roma con la bandiera in spalla ed i miei compagni intorno a me che marciavamo per cambiare il nostro futuro e per la democrzia.

Questo è un testo che mi piacerbbe davvero tanto scrivere fra 17 anni.  Aiutatemi a soddisfare questo mio desiderio, venite tutti a Roma il 16, con auobus, treni, macchine, rishò, a piedi o a nuoto, non importa, con ogni mezzo!

Facciamoci sentire, facciamo vedere quanti siamo e quanto forte possiamo far salire al cielo il nostro grido per la giustizia ed il futuro!!

A.