Colpo di stato

12 12 2011

L’Europa socialdemocratica fondata sulla spinta delle lotte sindacali e civili, sui diritti, sull’eguaglianza; l’Europa del lavoro e del welfare state, l’Europa politica della democrazia parlamentare, è definitivamente morta venerdì 9 dicembre 2011. Cancellata da burocrati asserviti a poteri lontanissimi dai bisogni dei cittadini.  Al suo posto la nuova Europa della finanza e delle banche. La Commissione Europea, un organismo non eletto, ha deciso: nasce “l’unione di stabilità dei bilanci”, “l’unione fiscale”, con l’obbligo per gli stati membri di avere un sostanziale pareggio dei conti pubblici. La regola ferrea dovrà entrare nelle Costituzioni, una follia. I paesi in deficit che non rispetteranno le regole saranno sanzionati.

La politica ha abdicato al suo ruolo, i governi nazionali non saranno più in grado di decidere le misure economiche e sociali da prendere, che invece saranno imposte, e le Costituzioni diventeranno carta straccia. È cancellata la sovranità nazionale dei governi eletti.

Nel prossimo futuro chi governerà? Dove saranno prese realmente le decisioni che riguarderanno milioni di cittadini? Le risposte le conosciamo, a governare saranno le potenti lobby finanziarie che sin qui hanno suggerito all’Unione Europea le politiche da adottare, pochi speculatori finanziari che avranno il potere di decidere il futuro dei popoli, le condizioni di vita e di lavoro di milioni di cittadini del nostro continente. Come ama dire Mario Monti siamo sull’orlo del baratro, da venerdì abbiamo fatto un passo avanti.

Ope

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